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Italo Zetti

(1913-1978)

 

BY BEATRICE MASTRODONATO

 

Scoprire Italo Zetti è un piacere, in tutti i sensi. Egli è tra i maggiori xilografi italiani del secondo Novecento. Nasce a Firenze nel 1913, si trasferisce a Milano sul finire degli anni trenta. Morirà nel 1978 a Casore al Monte, nella provincia pistoiese. L’artista, dapprima allievo di Pietro Parigi, raggiunge la sua maturità artistica con il maestro Bruno Bramanti, eccellente xilografo del novecento toscano. Esegue opere come “L’Allegoria di San Sebastiano”, “Il ritratto di Maisa”, “La contessa Lia”(1934) 3 “Clara”(1934). Giunge ad un virtuosismo insuperabile con le illustrazioni della “Gerusalemme Liberata” del Tasso, ma è con le grafiche libere ed i numerosi Ex Libris degli anni cinquanta che Zetti dimostra una prodigiosa abilità di intaglio e questo gli permette di diventare uno dei più ricercati esecutori.

Ex Libris (Xilografie): Ex Libris è un’etichetta, ornata di un motto e di uno stemma che si applica su un libro per indicarne il proprietario. E’ nella realizazione di molti di essi, per committenze varie, attraverso la tecnica della xilografia, che Zetti riesce a superare se stesso. Il tema preferito dell’artista, in questi veri e propri capolavori xilografici, è l’Eros. Il suo stile colpisce molto, stile raffinato, elegante nel trattare immagini erotiche con lecita spontaneità. Come lo erano Schiele e Picasso, esplicitamente, con i loro lavori erotici. C’e naturalezza, mai volgarità, nelle sue rappresentazioni.

Zetti sfida, quasi ironicamente, la falsità della censura ipocrita del pensiero perbenista, contaminato dall’educazione morale e religiosa che si deposita in ognuno di noi. Nella xilografia dedicata a Balbi, ritrae una scena intima osservata attraverso il buco di una serratura.

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Qui solletica e libera quella voglia di mettersi in gioco, il desiderio di trasgressione e di scoprire le parti più recondite dell’eros senza, mai, offendere la Bellezza. Lo fa, sempre, con uno stile rinascimentale, ma all’avanguardia. Offre, allo spettatore che guarda, una partecipazione alla gioia dell’amore, anche quello
più fantasioso. Interpreta, a tutto tondo, la figura femminile nella sua totalità con un segno ricercato, decorativo e preciso, portato alla squisitezza espressiva e scavando, nel legno, con voluttà
erotica da gustare.

Come nell’ Ex LibrisPaul Pfister” o nell’ Ex Libris “Serge Golifman” o “Gino Sabattini”, dove gioco, ironia, eleganza, prelibatezza e bellezza dell’erotismo si riassumono nel fantastico mondo xilografico del nobile e sensibile Zetti. In queste sue opere, il corpo d’amore diventa un paesaggio da contemplare, un luogo esotico da percorrere, una terra con cui disegnare la vita. Ogni centimetro del corpo conduce ad un sublime banchetto, al contatto elettrico fisico, ma devoto con grazia.

Il corpo, in amore, viene trasformato, obbedisce al rito d’iniziazione al piacere. Diventa decorazione visiva dell’estasi ancestrale e ritorna alla primaria necessità della continuità della specie, mutando la legalità morale che l’uomo ha costruito intorno a sé, nel corso dei tempi. Questo è Italo Zetti, per me, se è così che vi pare.

 

 

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